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L’antologia raccoglie dieci racconti di autori locali (e non) legati per diverse ragioni a alla Calabria:
Mimmo Gangemi (Domenico Gangemi) è nato a Santa Cristina d’Aspromonte nel 1950 e risiede a Palmi. È ingegnere civile e ingegnere clinico. Ha pubblicato diversi romanzi, alcuni dei quali vincitori di premi letterari: Un anno d’Aspromonte (Rubbettino, 1995), romanzo d’esordio di cui nel 2014 esce una riscrittura, Il prezzo della carne (Rubbettino); Quell’acre odore di aglio (REM, 1998), riscritto e pubblicato da Bompiani nel 2015 col titolo Un acre odore di aglio; Pietre nel levante (So.Se.d, 2001); Il passo del cordaio (Il Sole 24 Ore, 2002); ’25 nero (Pellegrini Editore, 2004); la trilogia Il giudice meschino (Einaudi, 2009, vincitore del Premio selezione Bancarella 2010), Il patto del giudice (Garzanti, 2013) e La verità del giudice meschino (Garzanti, 2015); La signora di Ellis Island (Einaudi, 2011). Collabora con varie testate e, dal gennaio 2010, è commentatore/editorialista per “La Stampa”. Tiene la rubrica Il racconto su «Calabria on Web» e cura il sito telematico del Consiglio regionale. È componente della giuria del Premio letterario Tropea e del Premio Giuseppe Berto. Ha lavorato come sceneggiatore, per la televisione e il teatro.
Ivan Arillotta è nato nel 1972 a Reggio Calabria, dove attualmente vive, nonostante le apparenze (di solito, seduto su una panchina, viene scambiato per una statua di cera). Insegna filosofia e trascorre la maggior parte del suo tempo a risolvere problemi che nessuno ha mai risolto e, soprattutto, che nessuno ha mai creato. Dirige la webzine letteraria www.unonove.org. Ha pubblicato racconti e interventi in antologie e riviste online e cartacee («Sud», «Argo», «Nazione Indiana», «Carmilla») e una raccolta di dialoghi dal titolo Comprendersi è una specie rara d’incidente (Ottolibri Edizioni, 2014). Ama i suoi alunni, il teatro, il silenzio e l’incompatibilità di queste tre cose. Ama scrivere, ma è convinto che, a parte rare eccezioni, non valga la pena d’insozzare fogli con le sue storie. Ogni tanto produce aforismi che sono certamente più noti di lui. Ama Beckett, Wittgenstein, Sartre e Camus sopra tutti, a parte una donna, più viva di questi signori. Non morirà saggio: piuttosto, non morirà affatto.
Emanuele Milasi, zio di dodici nipoti, nasce a Reggio Calabria nel 1984. Si è laureato in Scienze della Comunicazione a Siena e ha conseguito il Master biennale in Scrittura e Storytelling presso la Scuola Holden. Nel 2013 è stato selezionato dal Dipartimento della Gioventù – Governo Italiano per frequentare un corso di specializzazione professionale in Cinema e New Media alla UCLA – University of California Los Angeles. È sceneggiatore del documentario Made in Italy, per la regia di Valentina Be, che nel 2016 ha inaugurato in Italia il canale televisivo Fox Life. È autore di videoclip, pubblicità e documentari come Gramsci 44, uscito al cinema nel 2016. È sceneggiatore di numerosi cortometraggi, fra cui The Barefoot Humanity e The Angry Men, entrambi per la regia di Americo Melchionda, con i quali vince numerosi premi internazionali. Attualmente sta scrivendo per Mommotty Produzioni un film di animazione. Dal 2006 è direttore artistico del Pentedattilo Film Festival – festival internazionale di cortometraggi.