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Pentedattilo Film Festival 2010 - I Cortometraggi Vincitori

Territorio in Movimento
Primo premio
“Transit” di Chris Roche (Inghilterra 2009).
Per la capacità di raccontare in modo essenziale ma profondo la scoperta da parte di un bambino del mondo degli adulti in un incontro drammatico e colmo di sguardi.
Secondo premio
“Vsichko za teb” di Toma Waszarow (Bulgaria 2008).
Un racconto cinematografico che è un salto nel tempo, un tempo presente popolato di personaggi solo apparentemente fantastici ma profondamente umani.
Terzo premio
“Una caja de botones” di Maria Reyes Arias (Spagna 2009).
Per la delicatezza e discrezione del racconto e la poetica della narrazione visiva, un tema quello della povertà particolarmente difficile da trattare.
Corto Donna
Premio Ex – Aequo a
“Cocculinelidae” di Geraldine Frery (Francia 2009)
Per la raffinatezza stilistica che esalta la cura dei dettagli,in particolar modo la scenografia, in una scrittura originale e un’ interpretazione precisa e puntigliosa.
“5 Recuerdos” di Oriana Alcaine e Alejandra Màrquez (Spagna 2009)
Per uno sguardo che, evocando con levità e leggerezza il percorso reale e immaginifico della memoria, ci conduce per stratificazione in un racconto in cui tutti si possono riconoscere.
Corto Giovani
Vince la sezione Corto Giovani
“Xie Zi” di Giuseppe Marco Albano (Italia 2010)
Per la storia poetica raccontata con abile scelta delle inquadrature che, attraverso un’ottima interpretazione del piccolo protagonista, ci immerge in uno dei drammi sociali del nuovissimo millennio.
Sezione Documentari
Premio miglior documentario
“Unerthing the pen” di Carol Salter (Inghilterra 2009).
Perché dimostra che nel mondo moderno il potere della “penna” è importantissimo e può denunciare problemi vecchi e nuovi dei paesi in via di sviluppo. Inoltre, dimostra che questo potere è tenuto ben saldo dai paesi ricchi del mondo, infatti un giovane pastore africano intuisce che per migliorare il suo stato sociale deve avvicinarsi al potere della penna ma si rende conto che il sapere costa e a lui non è consentito perché non ha i soldi. C’è qualcuno che gli impedisce di crescere: l’Occidente ricco.
Segnalazione sezione Documentari
“I colori della memoria” di Maurizio Marzolla (Italia 2009)
Il documentario vuole focalizzare alcuni aspetti dell’immigrazione, di gente che fugge da miseria e guerre e di una Calabria democratica che la accoglie perché è una terra ospitale, perché non ha paura del diverso come non ha paura della ‘ndrangheta. Così, nella regione dei tragici fatti di Rosarno, il paese di Riace ha dimostrato di non aver paura degli immigrati. Questa è la Calabria che ha voltato pagina e che bisogna imitare perché questa regione è già in Europa. L’autore l’ha intuito e per questo ha sposato questa idea.
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