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PENTEDATTILO FILM FESTIVAL quarta edizione 2009 I VINCITORI TERRITORIO IN MOVIMENTO
La giuria ha individuato nella maggior parte delle opere presentate lo sviluppo di una tematica comune: la memoria.
Pur apprezzando l’ottimo livello tecnico e artistico di molte opere la giuria all’unanimità ha deciso di premiare tre film che con stili diversi hanno saputo sviluppare questo tema nel modo più consapevole, maturo e cinematograficamente compiuto.
PRIMO PREMIO
HA’MODEDEIM di Asaf Saban
Prendendo spunto da un rituale che ogni anno celebra il giorno dell’indipendenza, l’autore riesce, con sapienza cinematografica ed espressività stilistica, attraverso una serie di quadri fortemente simbolici, a creare una grande metafora di una realtà tragica e complessa.
SECONDO PREMIO
HEY, TOVARISI di Gregor Bozic
Con uno stile in perfetto equilibrio tra documentario e finzione, da un semplice spaccato di vita quotidiana che mette a confronto due generazioni racconta dal punto di vista del protagonista le conseguenze di una trasformazione repentina che ha portato un paese a cancellare la propria identità e la propria memoria per proiettarsi verso una modernità priva di valori.
TERZO PREMIO
PASSO UNO di Miriam Rizzo
Con un linguaggio fortemente poetico e non realistico, basato esclusivamente sulla forza delle immagini, ha saputo evocare il dramma della perdita della memoria collettiva conseguente a una catastrofe naturale che ci riporta ad un episodio di tragica attualità.
MENZIONE SPECIALE
IL MIO ULTIMO GIORNO DI GUERRA di Matteo Tondini
Per la giovane età del regista che riesce nella sua opera prima, grazie anche all’ alto livello tecnico e produttivo, a suscitare una forte emozione con leggerezza e originalità narrativa.
MENZIONE SPECIALE FUORI CONCORSO
I COLORI DELL'ABBANDONO di Paolo Taddei
DOCUMENTARI
I LOVE BENIDORM di Gaetano Crivaro e Mario Romanazzi
Per il suo modo di raccontare la città che trasforma tutto in un non luogo con perizia cinematografica e sguardo critico, attraverso una trasversalità che incrocia tutto il mediterraneo denunciando una realtà che ci tocca da vicino. Raccontando il territorio urbano e la perdita della memoria, riesce a mostrare una strada che è sempre più servile al capitalismo contemporaneo.
CORTO DONNA
LITPOS ET HA’REGA di Gili Boraks
Se l’occhio di vetro di un obiettivo può nascondere l’autrice di un’opera fotografica e/o cinematografica, in “Cattura l’attimo” diventa il mezzo per l’acquisizione di consapevolezza in una giovane donna. Grazie a uno stile immediato e semplice, la regista è riuscita a colpire lo spettatore affrontando tematiche universali quali il rapporto tra generazioni e la nascita del “proprio” punto di vista in una giovane fotografa.
CORTO GIOVANI
MEGARIS di Guglielmo D’Aniello
Per lo sguardo nitido e sincero di una realtà sporca e senza speranza attraverso un linguaggio crudo e grottesco che sottolinea un uso capace della macchina da presa. |