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Non una ma cento Gomorra
Parla Massimo Gaudioso ospite al Pentedattilo Film Festival

È di nuovo qui a distanza di un anno. Massimo Gaudioso, sceneggiatore del film Gomorra di Matteo Garrone, torna al Pentedattilo Film Festival in qualità di giurato e per inaugurare una nuova sezione del festival. Iniziano con lui, infatti, i seminari dei maestri del cinema che, a partire da questa edizione, la quarta, si terranno ogni anno.
Come mai ha deciso di ritornare a Pentedattilo?
Da uomo del sud sono solidale con questo genere di iniziative. Amo la Calabria e, proprio perché conosco le difficoltà di questa terra, do il mio contributo con grande piacere, coinvolto anche emotivamente dall’entusiasmo e dalla tenacia con cui gli organizzatori portano questo evento raccogliendo intorno a loro un gran numero di giovani. E poi questo luogo è veramente straordinario.
Ieri ha incontrato il pubblico dopo la proiezione di Gomorra. Lo stesso giorno in cui era stato presentato il documentario “Le navi dei veleni” (Current TV) che tratta delle recenti vicende riguardanti il traffico illecito di rifiuti tossici in Calabria. Crede che questo genere di produzione cinematografica di denuncia sia necessario o vi è il rischio che possa alimentare e acuire forme di separatismo e di intolleranza nord/sud?
Questi sono rischi che si devono correre. È vero che alcune persone vedendo questi film reagiscono in modo sbagliato chiudendosi in sé stessi, mostrando paura e intolleranza. Ma molti reagiscono positivamente manifestando grande solidarietà e coinvolgimento per una causa che è comune perché l’illegalità non ha confini. Credo che questo tipo di produzioni sia necessario. C’è bisogno di smuovere le coscienze. Ci vorrebbero non uno, ma cento Gomorra.
Domani inaugura il seminario di scrittura cinematografica nel corso del festival. Da dove si deve partire per scrivere un film?
Non c’è una regola generale o uno schema fisso. Ci vuole onestà intellettuale e un grande lavoro di documentazione per essere padroni della materia di cui si vuole parlare. E poi partire dalla propria terra, ci vuole un approccio realistico. È questo l’unico consiglio che mi sento di dare ai giovani che iniziano a cimentarsi con questa professione.
Come reputi il cinema italiano del momento? Secondo te c’è bisogno di fare formazione cinematografica in Italia?
Ho molta fiducia nei più giovani. C’è stato un grande miglioramento dal punto di vista tecnico, grazie soprattutto alle produzioni televisive che hanno contribuito a realizzare prodotti qualitativamente più alti, quantomeno nella forma. Purtroppo però ho paura che nella sostanza siamo sempre allo stesso punto.
A cosa stai lavorando attualmente?
Abbiamo cominciato da una settimana a lavorare al nuovo film di Matteo Garrone. Tratterà del culto dell’immagine, dell’apparenza. E di come abbia preso il sopravvento condizionando tutti gli aspetti della nostra società. Non a caso oggi viviamo nella società del gossip.
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